Lavorare in vacanza e straordinari | È CONSENTITO?

Non sempre un solo lavoro basta per arrivare a fine mese. Lavorare in vacanza facendo straordinari diventa allora la soluzione. Anche se le ferie servono al riposo e non sono fatte per lavorare. Ma, come si sa, occhio non vede, cuore non duole. E la cronica mancanza di soldi logora i nervi, per cui questa strada viene scelta molto spesso da tanti lavoratori con un posto fisso. Ma qual è la situazione in Austria, ed è legale e corretto?

Lavorare in vacanza e straordinari - Che cosa dice la legislazione?
Naturalmente in vacanza il riposo è al primo posto, ed è il comandamento supremo. Solo così è garantito un buon rendimento sul lavoro nel corso dell'anno. Eppure, anno dopo anno, i lavoratori si accontentano di lavorare in vacanza facendo straordinari. Non perché sia così divertente, ma perché è una necessità. Così si estinguono debiti, ci si concede un po' di lusso e si fa entrare qualche soldo in cassa. Il legislatore stabilisce qui delle regole oppure no?
- Secondo l'art. 8 della legge federale tedesca sulle ferie non viene pronunciato alcun divieto generale
- non deve essere svolta alcuna attività lavorativa retribuita in contrasto con lo scopo delle ferie
- Il riposo viene al primo posto
- Quindi non si può svolgere alcun lavoretto
- I lavori di pubblica utilità non retribuiti sono invece consentiti
- Così come i favori ad amici, famiglia e vicini
Così la legge si contraddice e quasi si può dire che è lecito ciò che piace. Perché dove non c'è chi accusa, non c'è nemmeno chi giudica. Naturalmente il rapporto di lavoro principale deve sempre restare in primo piano e non deve risentirne.
Lavorare in vacanza e straordinari - Le eccezioni confermano la regola
Se si è in un rapporto di apprendistato, invece, lavorare in vacanza facendo straordinari è consentito. Così gli apprendisti possono arrotondare in vacanza il loro stipendio già basso. Per il normale lavoratore con un posto fisso, invece, questo non vale. E anche per gli apprendisti il lavoretto non deve influire negativamente sulla formazione. Perché a chi arriva in ufficio non riposato, in ritardo o non arriva affatto, si va a controllare.
E se la colpa è del lavoretto, bisogna rendere conto. Così lavorare in vacanza facendo straordinari ha i suoi pro e contro. Perché il fascino e lo stimolo ci sono, ma può anche andare male. Quindi meglio essere aperti e onesti e mettere le carte in tavola. Allora anche il datore di lavoro sa come stanno le cose e sa, alla fine, a che punto è.
Lavorare in vacanza e straordinari - Non sempre la scelta migliore
Lavorare in vacanza facendo straordinari non è sempre la scelta migliore. Da un lato ti sfianca, il guadagno non sempre è proporzionato all'impegno e il riposo non c'è. In parte non vengono più tutelati gli interessi aziendali del posto fisso. E dall'altro non ci sono possibilità di recupero. Le ferie sono quindi un obbligo e non servono a un'attività secondaria, né sono fatte per lavorare. Chi vuole comunque ricorrervi dovrebbe avere un colloquio a quattr'occhi con il proprio capo e superiore.