Lavorare in vacanza all'estero | LECITO o no?

Lavorare in vacanza all'estero e conquistare il mondo: ma è davvero lecito? Ogni paese ha le sue leggi, e l'Austria non fa eccezione. Ma come si possono impostare le ferie, o è meglio passarle a casa come un abitante del «Balkonien», il proprio balcone? Chi però soffre di cronica mancanza di soldi coglie le ferie come occasione per mettere da parte qualche euro. Molte aziende non vedono di buon occhio che i propri dipendenti non siano più sul binario giusto dal punto di vista professionale. Per così dire, tradiscono l'azienda e non sono più concentrati sul lavoro. Quindi servono buoni consigli per non finire fuori strada dal punto di vista legale.

Lavorare in vacanza all'estero - Che cosa è consentito e che cosa no
Molte persone guadagnano qualcosa in più durante le ferie, unendo l'utile al dilettevole. Una normativa precisa e rigida, però, non esiste. Dipende quindi in gran parte dal capo. A questo punto bisogna essere onesti e chiedere, perché i giorni più belli dell'anno servono al riposo. Lavorare in vacanza all'estero dovrebbe servire allo scopo delle ferie. E se ci si presenta sfiniti e con le occhiaie, il capo vede rosso. La legge federale prevede quanto segue:
- Le ferie servono al riposo e al tempo libero
- Le ferie non servono a un secondo lavoro
- Durante le ferie non si deve svolgere alcuna attività lavorativa retribuita
- Il capo o l'azienda devono esserne informati
Decidere da soli può anche andare male. Perché le aziende dipendono da collaboratori diligenti e contano su di loro. Chi trasforma le ferie in un secondo lavoro non è né leale né corretto. Perché trae vantaggio dal lavorare in vacanza all'estero.
Lavorare in vacanza all'estero - Se si è agito intenzionalmente
Lavorare in vacanza all'estero può anche essere intenzionale. Ad esempio quando ci si prende le ferie proprio per questo scopo. Forse perché si accetta un lavoro in fiera o si accompagna un gruppo di turisti alla guida. Allora si tratta di un'attività lavorativa retribuita, svolta alle spalle del proprio capo. In questo modo si agisce intenzionalmente e si mette a rischio il proprio posto fisso.
Diverso è il caso in cui si aiuta un contadino con la vendemmia o si fa un'incursione come animatore. Allora non è intenzionale, ma si dà una mano al volo. Di conseguenza l'attività lavorativa non deve mettere a rischio lo scopo delle ferie. Quasi sempre, però, accade proprio questo, perché alcuni dipendenti si sfiancano letteralmente pur di migliorare la propria situazione economica.
Lavorare in vacanza all'estero - Decide la coscienza
Chi accetta un lavoro all'estero durante le ferie, con alcuni datori di lavoro può aspettarsi un licenziamento. Un piccolo aiuto in cambio di pochi soldi è invece consentito. Perché a dover restare in primo piano è il valore del tempo libero. Altrimenti le aziende possono persino chiedere un risarcimento dei danni e arriva una diffida formale a casa. Non a caso esistono contratti di lavoro che regolano il lavoro e le ferie.
Se si vuole restare legati alla propria azienda, l'onestà paga sempre. Quindi meglio giocare a carte scoperte e spiegare al capo le proprie ragioni. Così sa come stanno le cose e può decidere sul lavoro in vacanza. Perché lavorare in vacanza non dovrebbe mai essere la regola.